22 novembre 2015 – No alla vendetta!

L’atteggiamento di Hollande non mi piace affatto. Prima ha permesso al giornale di Charlie Hebdo di oltraggiare il profeta degli Islamici, ha consentito alla redazione di intascare i 12 milioni di euro fruttati con il dileggio a una delle religioni più importanti e più numerose del mondo, poi ha accolto ottanta capi di Stato e di governo che hanno espresso solidarietà a un giornalista e a un giornale che non conosceva l’etica professionale, in nome della libertà e con la scusa che la Francia è la patria di Voltaire… Scrittore e giornalista brillante, mediocrissimo filosofo, critico acido e superficiale della Chiesa e della religione cristiana, falso e calunniatore fino al midollo delle ossa…

Di chi è successore Hollande? Di Luigi IX, re santo, saggio, illuminato, innamorato della Fede e ricco di amore verso la Francia e verso i poveri, capace di tenere la testa alta, quanto all’osservanza della giustizia perfino davanti al Papa, o di Richelieu, che in nome della grandezza della Francia insanguinò l’Europa con la guerra dei 30 anni alleandosi, lui cardinale cattolico, con i principi protestanti della Germania e facendo l’occhiolino perfino ai Turchi che premevano dall’Oriente verso l’Europa? O di Napoleone Bonaparte, che trascinò per 20 anni l’Europa in guerre assurde e senza senso, in nome della libertà, uccidendo e togliendo la libertà a centinaia di migliaia di uomini e di donne? O dei massacratori degli Algerini? Quanto sangue hanno sparso i Francesi, fino al 1960 e oltre, dal Marocco al Madagascar, dalla Tunisia alla Costa d’Avorio, dall’isola Maurizio alla Guinea-Bissau.

Se lui parla di vendetta non legittima altri attentati da parte di chi vuole vendicare i suoi morti? L’Occidente, in questo momento non è più minacciato dal comunismo radicale, ma dal neocapitalismo cinese e dal fondamentalismo islamico.

Il modo di difendersi non è quello delle armi che andrebbero a combattere contro gente armata da noi pur di fare soldi, ma di filtrare meglio chi entra e di fare espatriare sospetti e collusi. Quando Angelino Alfano distingue gli Islamici che pregano, che sono da rispettare dai musulmani che sparano e da cui bisogna guardarsi, asserisce una verità sacrosanta: chi la può contestare? Possibile che lo Stato è in grado di venirti a colpire con il fisco su una bolletta non pagata, magari per distrazione o dimenticanza, e non è capace di individuare chi prepara l’esplosivo per una bomba o il kamikaze che sale su una macchina imbottito di tritolo.

Quando, anziché avere la testa a difendere i “diritti” dei gay ci si applica un po’ di più a scrutare l’orizzonte e a radiografare i bubboni malavitosi si può sconfiggere il male senza pensare a vendette… Le vendette lasciamole ai mafiosi.

Ma quando gli uomini delle istituzioni pensano a vendette dov’è più il confine tra il bene e il male, fra la legalità e la criminalità?

Giacomo Ribaudo

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