30 agosto 2015 – Tutti colpevoli o nessun colpevole?

I titoli delle testate sono ancora freschi della notizia riguardante i funerali a Roma dei Casamonica, più solenni di un funerale di Stato.
A dimostrare al mondo intero, chissà qualcuno avesse ancora dubbi, che la mafia se ne infischia dello Stato e, per certi versi e certi aspetti, è più forte dello Stato.

Perfino il prete che li ha celebrati sembrava cascato dalle nuvole davanti alle telecamere e all’incalzare delle domande della giornalista. C’è da chiedersi: ma che cosa sta succedendo? Meglio: ma che cosa è successo? Il danno in Italia, almeno da più di un ventennio, non è solamente di carattere economico, geologico, alluvionale, migratorio. Il problema vero dell’uomo, forse l’unico, è quello morale.

Chi abitua il naso al fetore non percepirà più il fetore, anche se le inalazioni di esso rovinano i polmoni e introducono microbi e batteri… Chi fa caso più all’immondizia che seppellisce le nostre  città e i nostri comuni? Dove sono i cittadini che rimbrottano i sindaci che avevano promesso la soluzione del problema prima delle elezioni?

Ricordo che un afoso pomeriggio di fine Agosto mi trovavo ad Arezzo con un gruppo di parrocchiani. Uno di essi stava tranquillamente fumando nella pubblica piazza. Gli ricordai di non omettere di depositare la cicca nell’apposito cestino a due passi da lui. Annuì, ma prima che lo potessi bloccare, al termine dell’ultima ingoiata di veleno, gettò il mozzicone ai margini del marciapiede immacolato.

Stavo per redarguirlo, quando un passante si fermò e si  girò: “ Mi scusi, lei è siciliano?” “Sì”, rispose l’amico mio. E pensava di ricevere un complimento. Si sentì invece  rispondere – e per me fu un colpo di staffile – : “Si vede” e accennò al mozzicone…

Al funerale di Casamonica non ci si  arriva in un istante, né l’unico colpevole è il pilota dell’elicottero con il lancio dei fiori.  In Sicilia tanto casino per l’inchino della statua di una  Madonna davanti alla casa di un boss e a Roma capitale,capitale di tante cose, un prete figlio di d. Bosco che non esitava a rimproverare il Re o il primo Ministro, se era necessario, non gli cade la faccia a terra per la celebrazione  di un funerale così solenne a un capomafia così notorio…

E i vigili? E il prefetto? E il questore? E il vicario? Mi pare come il discorso dei morti in Puglia per overdose di lavoro. Cosa da pazzi!
E’ da decenni che si fa così, solo ora si sono aperti gli occhi?  Perché, in Sicilia e in Calabria si agisce diversamente?
E quando la guardia costiera greca affondò il gommone con i naufraghi, chi ha parlato?

È stata consegnata la prima trance di aiuti a Tsipras per fare risollevare la nazione e lui sta spendendo parte di questi soldi per nuove elezioni: Chi parla? La corruzione e il silenzio, la complicità e il consociativismo, la verità e la giustizia calpestati dal potere che non conosce verità e giustizia. E via di questo passo.

Nessun colpevole? No. Tutti colpevoli. Almeno quelli che non stanno vigili come sentinelle.

Su se stessi, anzitutto.
E poi su tutto…

Giacomo Ribaudo

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