5° Convegno Diocesano del Movimento Vocazionale Liturgico – Foto

L’esperienza tra curiosità e libertà”: è stato questo il tema del 5° Convegno Diocesano del Movimento Vocazionale Liturgico.

Il Convegno si è tenuto sabato 19 e domenica 20 agosto presso il Convento dei Padri Agostiniani alla Rocca ed ha visto una grande partecipazione. Il convegno ha unito insieme momenti di approfondimento, di riflessione, di preghiera, di condivisione e di divertimento e fratellanza.

Sabato 19 agosto, dopo l’accoglienza, la giornata è stata aperta dall’incontro con la psicologa e psicoterapeuta Patrizia Oliveri dal titolo: “L’ebbrezza della novità”.
Un incontro che ha suscitato vivo interesse in tutti i presenti. La dottoressa ha, infatti, analizzato in modo molto dettagliato la fase dell’adolescenza ed i profondi cambiamenti che essa comporta.
Ha permesso, inoltre, di riflettere su ciò che realmente comporta la fase adolescenziale, portando tutti verso una conoscenza più consapevole. Molto spazio è stato dato al tema della ricerca della novità in adolescenza e di ciò che talvolta questa possa comportare. In particolare, ci si è soffermati su alcune delle conseguenze negative quali l’incontro con le droghe, l’alcol e su alcuni fenomeni attuali che hanno i giovanissimi come protagonisti come il controverso “Blue Whale” ed il binge drinking.
L’intervento della dottoressa Oliveri ha suscitato molte domande oggetto di un dibattito sia da parte di genitori ed educatori che da parte dei più giovani.

La giornata di sabato è continuata con la S. Messa presieduta da padre Giacomo Ribaudo e con una serata di fraternità durante la quale bambini, ragazzi e adulti hanno avuto la possibilità di trascorrere insieme del tempo giocando.

La mattina seguente, dopo le lodi mattutine, ha avuto luogo la tavola rotonda dal titolo: “Mi è tutto lecito?”. I relatori della tavola rotonda sono stati il professore e scrittore Mariano Lanza e l’architetto Francesca Aiello.

Il professore Mariano Lanza ha trattato l’argomento dal punto di vista pedagogico. Oltre ad un’esplorazione approfondita sulla delicata fase dell’adolescenza, il professore Lanza ha focalizzato l’attenzione in modo particolare sul rapporto tra adolescenti e genitori che per il giovane iniziano ad essere umanamente fallibili.
L’adolescente, infatti, sente la necessità di uscire fuori dall’ambiente protetto della famiglia e spesso questo causa un conflitto generazionale. Ci si è soffermati sul ruolo fondamentale giocato dalla famiglia e su quanto il suo compito sia importante e non debba essere delegato in toto ad altri nuclei sociali quali la scuola. Talvolta nei genitori scatta un comportamento errato che, soprattutto nella fase adolescenziale, può risultare molto dannoso, ovvero l’iperprotezionismo. Per evitare eventuali sofferenze ai figli, i genitori intervengono in modo errato nella vita dei figli.
Il professore Lanza ha, inoltre, arricchito la propria relazione con numerosi esempi di vita vissuta che hanno permesso di comprendere pienamente i concetti espressi.

L’architetto Francesca Aiello ha invece trattato l’argomento dal punto di vista etico. Un’ importante analisi è stata fatta su ciò che si intende per etica e morale e sulla differente interpretazione a seconda del contesto culturale e sociale. È possibile oggi parlare di etica intendendo la propensione a fare il bene e facendolo al meglio per il bene comune. Obiettivo dell’etica è perfezionare la parte umana e le virtù. È stato analizzato anche il concetto di ciò che è lecito e di come la scelta della disobbedienza sia un abuso della libertà che conduce alla schiavitù dei vizi.
L’architetto Aiello ha, inoltre, instaurato un suggestivo collegamento con quanto analizzato ed il mondo dell’arte. In particolare, ha mostrato tre quadri della pittrice del 1600 Artemisia Gentileschi.
Il concetto di etica e morale è stato illustrato al meglio attraverso i quadri: Susanna, Giaele ed Ester. I numerosi spunti di riflessione offerti dai relatori sono stati accolti al meglio dai partecipanti, dando vita ad un interessante e partecipato dibattito.

Nel pomeriggio si è svolta la Via Crucis, alla quale hanno partecipato attivamente bambini, ragazzi e adulti. I più piccoli, infatti, hanno portato dei quadri dipinti a mano precedentemente raffiguranti le varie stazioni della Via Crucis. Agli adulti è stato affidato il compito di leggere una propria meditazione su ognuna delle stazioni. Si è trattato di un intenso momento di preghiera che ha permesso di riflettere al meglio sul significato della via Crucis.

L’esperienza del 5° Convegno Diocesano del Movimento Vocazionale Liturgico si è concluso con la S. Messa presieduta da padre Giacomo Ribaudo.

Un’esperienza, questa due giorni, che ha permesso di sperimentare in modo unico il senso vero di comunità, unendo, così come è stato ripetuto più volte dai partecipanti, diverse generazioni.

Attraverso la preghiera, la riflessione e lo stare insieme il convegno è stato un momento di partecipazione che sicuramente ha regalato a tutti numerosi spunti di riflessione e meditazione.

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