Se perdere il posto diventa facile…

Famiglia cristiana, qualche settimana fa, segnalava il caso di un vigile urbano che aveva ricevuto la lettera di licenziamento perché la telecamera lo aveva ripreso mentre timbrava il cartellino in tenuta neppure sportiva, ma addirittura notturna. Era infatti in mutande. La piaga dellʼassenteismo sul lavoro non è nata ieri ed è largamente prosperata in tutti gli ambienti pubblici

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Misericordia e verità si incontreranno…

Non sono pochi, da quando si sono solennemente schiuse le porte sante, da quella della Repubblica Centroafricana a quella di S. Pietro e poi di ogni Chiesa locale, a domandarsi cosa bisogna fare per guadagnare lʼindulgenza giubilare, e ottenere la cancellazione completa della pena per i propri peccati, con la possibilità dellʼapertura delle porte del

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La preghiera e l’amicizia sono antiche come le montagne

Lʼ anno del giubileo della misericordia indetto e già plurinaugurato da papa Francesco e lʼanno del mio giubileo sacerdotale coincidono. Ho pregato a lungo e da sempre per la numerosa schiera degli amici che non vedo più da anni, con cui abbiamo condiviso insieme, a volte per lunghi anni, gioie e dolori, fatiche e angosce, preghiere e

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Verso un nuovo assetto planetario…

Quando alla televisione sento parlare Renzi sulla Libia mi assalgono mille ricordi… Dipenderà anche dal libro di Laura Boldrini “Solo le montagne non si incontrano mai”, che sto leggendo, anzi divorando… Il libro-testimonianza della Boldrini è la storia di una ragazza somala, Muraya, apparentemente abbandonata in un ospedale italiano nell’inferno somalo del 1994. In realtà il

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misericordia

Un Natale di misericordia

Il gesto dell’anticipazione dell’apertura della Porta Santa nella capitale della Repubblica Centrafricana, con tutti i rischi e i pericoli che essa comportava, ha spiazzato tutti gli schemi secolari dei giubilei e ha fatto della semplicità e del coraggio di un Papa l’icona della misericordia come compassione-compartecipazione al dolore e alla sofferenza di tanta parte dell’umanità. E

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49 anni di grazia

Il 17 Dicembre del 1966 il cardinale Ruffini mi imponeva le mani: sono lʼultimo prete uscito dalle sue mani. Sono passati 49 anni: anni di bontà e di grazia da parte di Dio, di amore, omissioni ed errori da parte mia. Sono grato al Padre, perché gli sono figlio e

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