Testimonianze – Padre Turturro: “La mia missione è qui”

Non si è liberi con il denaro. Non puoi comprare la gioia nelle banche. Senza borsa di sicurezza io sono entrato qui. Senza bastone sul letto a castello per poter uccidere nuovi diavoli e nuovi serpenti che escono dalla bocca dei prepotenti.

E tu, Signore, mi dai la forza di estasiarmi della tua Parola, in questo luogo ostile allo Spirito.

Nelle banche è vietato il Vangelo. Esso fa calare a picco tutti gli interessi degli affari. Il Vangelo è bandito dalle banche, dai palazzi di giustizia e vogliono (speriamo non noi) bandirlo persino dalla chiesa. La mia missione è qui, a purificare il carcere da ogni peccato e dalle corna di ogni diavolo. La mia missione è qui, a condividere stanze, respiro, amore e giorni e a convertirli in un lago di pace e famiglia.

La mia missione è qui, affinché nessuno possa togliere anche a un condannato, la dignità di essere persona.

Qui voglio dare sostegno; qui voglio operare una overdose di rinascita.

Qui per essere per ognuno un’ala di riserva per spiccare il volo nella libertà dell’anima.

Io non penserò mai che il mio dolore possa completare ciò che manca alla Passione di Cristo, a vantaggio del Suo Corpo, la Chiesa.

Il mio dolore è troppo vergognoso.

C’è bisogno di una tale forza da smacchiare tante falsità e ossigenare tanti ipocriti di candore come la neve.

La reclusione non è esclusione.

Nessuno è escluso dall’amore divino e io sono soltanto una voce nel deserto per proclamarlo ancora.

A lode di Dio

Padre Paolo Turturro

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